Napoli ( domenica, 18 gennaio 2026)– Si è spento all’età di 82 anni Alberto Bruno, storico volto del Cinema Materdei e figura di riferimento per la vita culturale napoletana legata alla settima arte. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione in città, in particolare tra gli appassionati di cinema e nel quartiere che per anni lo ha visto protagonista silenzioso ma instancabile. I funerali si stanno svolgendo questa mattina nella chiesa dei Sacri Cuori, al Vomero, dove amici, conoscenti e semplici cittadini stanno dando l’ultimo saluto.
di Marika Ballarò
Bruno è stato molto più di un operatore o gestore di sala: per decenni ha rappresentato l’anima culturale del Cinema Materdei, contribuendo a mantenerne viva l’identità e il valore storico in un periodo in cui molte sale hanno chiuso o perso la loro funzione originaria. La sua passione per il cinema non si è mai limitata alla proiezione dei film, ma si è trasformata nel tempo in un lavoro paziente di conservazione della memoria.
Tantissimi i messaggi di cordoglio apparsi sui social nelle ultime ore. Tra questi anche quello dell’artista napoletano Alan De Luca, che ha voluto ricordarlo con parole semplici ma sentite: «Addio Alberto caro. Un abbraccio alla tua famiglia», un saluto che riassume l’affetto e la stima di chi lo ha conosciuto.
Particolarmente toccante il ricordo affidato alle parole di Rino Nasti, che ha sottolineato il valore unico dell’eredità culturale lasciata da Bruno. Nel corso degli anni, infatti, Alberto aveva raccolto una collezione straordinaria di manifesti, locandine e materiali promozionali cinematografici, un archivio che attraversa la storia del cinema dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri. Un patrimonio che comprende opere simbolo degli anni Cinquanta, i film dei grandi maestri italiani come Fellini, Scola, Monicelli e Leone, fino ai lavori di registi più contemporanei come Tornatore, Moretti e Sorrentino, senza dimenticare i capolavori del cinema internazionale.
Bruno era consapevole della fragilità di questo tesoro e temeva che, dopo la sua scomparsa, potesse andare disperso o dimenticato. Una preoccupazione che oggi, alla luce della sua morte, diventa un tema centrale. Per questo motivo, l’appello lanciato da Nasti alle istituzioni, al Comune di Napoli, alla Cineteca e a tutti gli operatori culturali assume un valore ancora più forte: salvare e valorizzare questo archivio significherebbe non solo preservare un pezzo fondamentale della storia del cinema, ma anche rendere omaggio a un uomo che ha dedicato la propria vita alla cultura.
La scomparsa di Alberto Bruno lascia un vuoto profondo, ma anche una responsabilità collettiva: quella di non lasciare che la sua passione e il suo lavoro cadano nell’oblio, trasformandoli invece in una risorsa viva per la città e per le future generazioni.
Last modified: Gennaio 19, 2026
