Napoli– Il presidente del Napoli si racconta alla tv svizzera RSI: “Io amato dalla maggior parte dei tifosi, ma criticato da chi frequenta lo stadio”.
di Marika Ballarò
Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista all’emittente svizzera RSI, nella quale ha ripercorso la sua esperienza alla guida del club azzurro e ha espresso il suo punto di vista sul mondo del calcio e sul rapporto con i tifosi.
“Quando entrai nel calcio – ha ricordato De Laurentiis – non avevo alcuna esperienza diretta. Quando sentivo parlare di 4-4-2 pensavo fosse una disposizione per sedersi a tavola. Il Napoli era fallito, e quando mi proposero di acquistarlo rimasi incredulo. Mia moglie e i miei figli cercarono di dissuadermi, dicevano: ‘Papà, ma sei impazzito?’. Alla fine mi ritrovai con un semplice foglio di carta, senza nulla di concreto. Ma da lì è iniziato tutto, e oggi il Napoli è una società solida, rispettata e competitiva in Italia e in Europa.”
Il produttore cinematografico ha poi spiegato come la sua esperienza nel mondo del cinema gli abbia fornito le basi per gestire una squadra di calcio: “Dal cinema ho imparato la disciplina, la passione per il lavoro e la professionalità. Ma soprattutto ho capito la differenza tra chi costruisce e chi approfitta. Io ho sempre voluto creare. Anche nei miei film comici mi divertiva raccontare l’Italia vera, quella che rideva di se stessa senza accorgersene.”
Il presidente azzurro ha poi riflettuto sul difficile equilibrio tra risultati sportivi e aspettative del pubblico: “Nel calcio non basta mai quello che fai. Puoi vincere, programmare, investire, ma la gente vuole sempre di più. Ti chiedono nuovi acquisti, vogliono cambiare tutto ogni stagione. Molti tifosi ragionano come se giocassero al fantacalcio, ma di calcio reale sanno poco.”
De Laurentiis ha sottolineato di sentirsi apprezzato dalla maggior parte dei sostenitori, ma anche di essere spesso nel mirino di una parte della tifoseria più accesa: “Mi considero amato da tanti napoletani, ma criticato da una minoranza di chi frequenta lo stadio. E tra questi c’è un 10-15% di ultras che, purtroppo, in molti casi si comportano in modo scorretto. Lo abbiamo visto anche recentemente a Milano, con quanto accaduto tra i tifosi di Inter e Milan.”
Con la sua consueta franchezza, il presidente ha concluso evidenziando come la passione del calcio sia anche la sua più grande sfida: “Questo sport ti consuma, perché è fatto di emozioni immediate. Ogni vittoria dura un giorno, poi devi ricominciare da capo. Ma forse è proprio questo che lo rende così irresistibile.”
Last modified: Novembre 3, 2025
