Napoli ( sabato, 3 gennaio 2025)– Si è spento Franco Mirabella, imprenditore poco più che cinquantenne, colpito da una grave patologia oncologica che nel tempo lo aveva reso completamente immobile. Uomo conosciuto e stimato, aveva affrontato la malattia con determinazione e dignità, trasformando la propria sofferenza in una battaglia pubblica per richiamare l’attenzione sulle difficoltà di accesso alle terapie riabilitative spinali in Campania.
di Marika Ballarò
Nei mesi scorsi Mirabella aveva raccontato, anche attraverso i social e interviste, il suo percorso ospedaliero e le profonde criticità incontrate dopo la fase acuta delle cure. In particolare aveva denunciato l’assenza di posti disponibili per trattamenti riabilitativi altamente specializzati, considerati fondamentali per evitare un peggioramento irreversibile delle condizioni dei pazienti con lesioni spinali.
Secondo quanto riferito, nonostante le indicazioni mediche, le richieste di accesso a strutture idonee non avrebbero trovato riscontro, né in termini di disponibilità né di tempi certi. Una situazione che Mirabella aveva definito emblematica di un sistema incapace di garantire continuità assistenziale ai malati più fragili.
Dall’ospedale partenopeo in cui era ricoverato era stato spiegato che il paziente necessitava di riabilitazione spinale intensiva, ma che in Campania i posti risultavano esauriti. L’unica struttura regionale in grado di offrire questo tipo di trattamento, il centro Maugeri di Telese, era già al completo, mentre erano in corso tentativi di trasferimento fuori regione.
La riabilitazione ad alta specialità, identificata dai codici specifici del sistema sanitario, riguarda pazienti con gravi lesioni cerebrali o del midollo spinale e richiede interventi tempestivi e mirati per consentire il recupero delle funzioni compromesse. In Campania, tuttavia, il numero di posti disponibili resta largamente insufficiente rispetto alla domanda, creando un vuoto tra la fase ospedaliera e quella riabilitativa.
La morte di Franco Mirabella riaccende così il dibattito sulle carenze strutturali della sanità regionale e sul diritto dei pazienti ad accedere, senza ostacoli, a cure adeguate e continuative.
Last modified: Gennaio 4, 2026
