Napoli ( martedì, 10 marzo 2026)– Un gruppo di 186 genitori di bambini cardiopatici ha preso posizione per difendere il lavoro del cardiochirurgo Guido Oppido e dell’équipe medica dell’ospedale Ospedale Monaldi, dopo le polemiche nate in seguito all’indagine della Procura di Napoli sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, morto dopo un trapianto di cuore non riuscito.
di Marika Ballarò
In una lettera, i genitori hanno risposto alle critiche e ai commenti circolati soprattutto sui social e nei media, dopo il comunicato con cui avevano espresso solidarietà al medico. Nel testo spiegano che chi osserva la vicenda dall’esterno spesso non conosce la realtà quotidiana vissuta dalle famiglie con figli affetti da gravi patologie cardiache.
Secondo quanto scritto nella nota, la nascita di un bambino cardiopatico comporta da subito un percorso complesso e carico di tensioni: molti neonati devono essere assistiti in incubatrice, collegati a monitor e sottoposti a continue terapie. Una situazione che porta con sé ansie, paura e lunghe attese fuori dalle unità di terapia intensiva, tra allarmi dei macchinari e la speranza che i parametri vitali restino stabili.
I genitori raccontano anche il dolore e il senso di impotenza che accompagna le famiglie quando un figlio, spesso di pochi giorni di vita, deve affrontare interventi chirurgici estremamente delicati. Un percorso difficile che, spiegano, rappresenta solo l’inizio di una lunga e incerta battaglia per la salute dei propri figli.
Nel documento viene inoltre ricordato che tra i firmatari ci sono anche genitori che hanno perso i loro bambini a causa di patologie cardiache. Proprio per questo motivo, sottolineano, il dolore della famiglia del piccolo Domenico è stato sempre rispettato e compreso.
La presa di posizione, spiegano, nasce esclusivamente dal desiderio di esprimere gratitudine verso il professore Oppido e il personale sanitario che negli anni ha curato e salvato molti dei loro figli. I firmatari ribadiscono inoltre la fiducia nel principio dello Stato di diritto, ricordando che ogni responsabilità deve essere accertata dalla giustizia e che nessuno può essere considerato colpevole fino a una condanna definitiva.
Last modified: Marzo 14, 2026
