Napoli– La comunità musicale napoletana e nazionale piange la scomparsa di Antonio Buonomo, tra i più importanti percussionisti italiani del Novecento e dei primi anni Duemila. Il musicista, batterista, docente e autore, si è spento all’età di 93 anni, lasciando un’eredità artistica e didattica che ha segnato profondamente lo studio delle percussioni in Italia.
di Marika Ballarò
Nato a Napoli, Buonomo si era avvicinato alla musica sin da bambino, mostrando da subito una naturale inclinazione per il ritmo e per il mondo delle percussioni. La sua carriera, lunghissima e ricca di esperienze, lo aveva portato a esibirsi nei principali festival europei, collaborando con ensemble, orchestre e direttori di fama internazionale. Il suo talento e la sua versatilità gli avevano permesso di muoversi con disinvoltura tanto nella musica colta quanto in quella contemporanea.
Accanto all’attività artistica, Buonomo aveva dedicato gran parte della sua vita all’insegnamento. Ha ricoperto incarichi in diversi conservatori italiani, tra cui il prestigioso San Pietro a Majella di Napoli, contribuendo alla formazione di numerosi percussionisti che oggi svolgono attività professionale in Italia e all’estero. Celebre il suo impegno nella didattica, testimoniato da pubblicazioni e trattati – come il volume L’arte della percussione – considerati ancora oggi testi fondamentali per chi studia questi strumenti.
In una nota ufficiale, il conservatorio partenopeo ha voluto rendere omaggio al maestro:
“Il Presidente, il Direttore, il Corpo Docente e il personale T.A. esprimono il loro cordoglio per la scomparsa del M° Antonio Buonomo. Già docente del Conservatorio di Napoli, Buonomo, attraverso trattati come ‘L’arte della percussione’, seminari e concerti, ha formato intere generazioni di percussionisti, contribuendo a rinnovare profondamente la didattica degli strumenti a percussione nei conservatori italiani”.
La morte di Buonomo rappresenta la perdita di una figura che ha saputo unire studio, passione e visione, rinnovando profondamente l’approccio allo strumentario ritmico e lasciando un segno indelebile nella musica italiana.
Last modified: Novembre 24, 2025
