Napoli ( giovedì, 26 febbraio 2026)– “Giù le mani dal patrimonio pubblico e dalle case popolari”. È questo il messaggio risuonato nell’aula del Consiglio comunale di Napoli il 24 febbraio 2026, quando la maggioranza non è riuscita a portare a termine l’approvazione della delibera 461 a causa della mancanza del numero legale.
di Marika Ballarò
Il provvedimento, promosso dall’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Manfredi, prevede la costituzione di una nuova società partecipata denominata Napoli Patrimonio Spa. L’obiettivo dichiarato è affidare a questa struttura la gestione del patrimonio immobiliare pubblico.
Un termine, “gestione”, che per le opposizioni e per una parte della maggioranza nasconde in realtà un piano di alienazioni. Il riferimento è al Patto per Napoli, sottoscritto nel 2022 dall’amministrazione comunale e dal Governo allora guidato da Mario Draghi. L’intesa prevedeva un intervento statale per scongiurare il dissesto finanziario del Comune, a fronte di un piano di risanamento che includesse l’aumento di alcune imposte locali e la valorizzazione – anche attraverso la vendita – di beni comunali.
La seduta si è così trasformata in un terreno di confronto acceso sul futuro del patrimonio cittadino, in particolare per quanto riguarda gli immobili di edilizia residenziale pubblica. Il mancato raggiungimento del numero legale ha rinviato la discussione, ma il tema resta centrale nel dibattito politico partenopeo, tra esigenze di bilancio e tutela dei beni comuni.
Last modified: Marzo 3, 2026
