Napoli ( martedì, 14 ottobre 2025)– Avevano appena cominciato a costruire il proprio futuro: Kirill, Marya e Yaroslav, rispettivamente di 23, 19 e 18 anni, sono morti insieme in un tragico incidente stradale avvenuto nella notte tra il 1° e il 2 ottobre, all’altezza del chilometro 35+600 della Strada Statale 7 Bis, nel tratto tra il centro commerciale Vulcano Buono e l’uscita per Acerra e Pomigliano d’Arco.
di Marika Ballarò
Il loro destino si è tragicamente incrociato con quello di un’altra vettura, una BMW, in circostanze ancora da chiarire. Le indagini sono in corso, coordinate dalla magistratura, che ha avviato accertamenti per stabilire le responsabilità e ricostruire con precisione la dinamica dell’impatto.
A colpire, oltre alla gravità dell’incidente, è anche il silenzio che lo ha circondato. Nessuna notizia ufficiale, nessun titolo sui giornali, nessun approfondimento. A denunciare questa mancanza è stata Angelica Iannotta, con un post accorato sui social.
Angelica conosceva bene uno dei tre giovani, Kirill Maksiuta, originario dell’Ucraina, arrivato in Italia nel 2012 e cresciuto a Casavatore. Aveva studiato qui, aveva cominciato a lavorare presto, e si era legato sentimentalmente a Marya Polishchuk, anche lei tra le vittime dello schianto. Marya, detta affettuosamente Masha, aveva solo 19 anni ed era l’unica figlia di Olena. Si era diplomata in estetica e viveva ad Afragola.
Con loro, quella sera, c’era anche Yaroslav Terekhov, per gli amici Yarik, 18 anni, arrivato in Italia nel 2022 per sfuggire alla guerra in Ucraina. Viveva a Pomigliano d’Arco, amava la tecnologia, i manga e gli animali, e aveva un gruppo di amici che lo ricordano oggi con affetto e dolore.
I tre ragazzi erano tutti di nazionalità ucraina. In Italia avevano trovato una nuova casa, speranze, relazioni, piccoli grandi sogni. Ma tutto è finito in un istante terribile, lasciando famiglie distrutte, amici sconvolti e una comunità che oggi chiede silenziosamente rispetto e memoria.
La mancanza di attenzione mediatica per questo incidente ha ferito ancora di più chi amava questi giovani. Per Angelica e per tante altre persone vicine alle famiglie, è importante parlare di questa tragedia, non solo per onorare chi non c’è più, ma anche per sensibilizzare sul valore della vita, sulla fragilità del presente e sulla necessità di non dimenticare.
“Non ci sono parole per descrivere il dolore di una madre che perde un figlio – ha detto Angelica – ma almeno possiamo fare in modo che questi ragazzi non vengano dimenticati. Hanno diritto a un ricordo, a una preghiera, a un abbraccio collettivo da parte della comunità”.
Last modified: Ottobre 15, 2025
